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FamilyHelp.AI aiuta a prendersi cura dei propri cari

L’emergenza epidemiologica, acceleratrice della trasformazione di una sanità sempre più digitale, ha portato alla luce in maniera inesorabile lo spesso inconsapevole ruolo di chi assiste un famigliare in difficoltà, non necessariamente malato, oltre la propria professione. In questa ottica arriva allo SMAU Milano 2021 FamilyHelp.AI, la soluzione che intende offrire ai caregiver una modalità efficace per prendersi cura da remoto dei propri cari, soprattutto degli anziani, garantendo la loro autonomia grazie alle potenzialità offerte dagli smart speaker.

A svilupparla e presentarla, in attesa che sbarchi sul mercato la prossima primavera, è la startup emiliana eDialog, fondata nel febbraio 2021 da Enrico Paccini e Stefano Ubaldi. Dalla sede di Fidenza hanno scelto di focalizzare la propria attività di ricerca sullo studio di soluzioni innovative per il superamento delle barriere architettoniche digitali, utilizzando la voce come principale strumento di dialogo con i dispositivi.

“Nella vita siamo o saremo tutti caregiver. Forse in futuro ne avremo anche necessità – dichiara Enrico Paccini, CEO e co-founder di eDialog nonché ideatore del progetto – Questa semplice riflessione, frutto della difficile fase pandemica, ci ha spinto ad utilizzare l’intelligenza artificiale al servizio della persona per creare un rapporto empatico con chi ha bisogno, eliminando le barriere architettoniche digitali attraverso lo smart speaker. La tecnologia sviluppata per l’applicativo, che arriverà sul mercato nella primavera 2022, si rivolge ad aziende operative a vari livelli nell’ambito dell’assistenza domiciliare, con personalizzazioni legate alle diverse esigenze e patologie”.  

Con pochi semplici comandi sull’app sarà possibile programmare lo smart speaker, come Amazon Echo e Google Home, presente nella casa dell’assistito affinché possa interagirci vocalmente monitorandone i sintomi, incentivandone la misurazione dei parametri vitali, gestendone la terapia farmacologica e favorendone l’aderenza terapeutica con promemoria in agenda. Tramite il cellulare il caregiver potrà seguire la quotidianità del familiare, supportandolo a distanza anche in termini di socialità e limitando spostamenti e contatti in funzione delle necessità.

Il progetto di Personal Health System punta a incentivare l’indipendenza delle persone e semplificare il ruolo di caregiver. L’assistente virtuale raccoglie i dati estrapolandoli e interpretandoli tramite app per profilare le condizioni di salute dell’anziano, verificandone, ad esempio, pressione arteriosa, glicemia, temperatura o il rispetto delle prescrizioni mediche, oltre alle interazioni avute. Nel caso vengano riscontrate situazioni fuori dalla norma, arriverà sul cellulare una notifica SMS con la conseguente possibilità di generare report da inviare prontamente al medico.

Solo nel 2018 l’Italia ha riconosciuto con la legge di bilancio la figura del caregiver familiare, ovvero chi si prende cura di una persona vicina senza che costituisca la sua professione, come invece avviene con quello professionale. Ma quanti sono in Italia? Non esiste un dato ufficiale ma appare esaustiva la stima elaborata da PMI.it sui dati ISTAT nell’articolo Caregiver: quanti sono, i dati ISTAT pubblicato nel maggio 2021. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica nel 2018 sono 12 milioni 746mila le persone tra i 18 e i 64 anni ad accudire figli minori di 15 anni o parenti malati, disabili o anziani. Tra gli occupati, quasi il 40% dei 18-64enni svolge mansioni di cura. La platea, però, si allarga in maniera esponenziale considerando un grado di complessità superiore del fenomeno, ovvero la mancata consapevolezza di ricoprire il profilo.

Secondo il censimento ISTAT sulla popolazione italiana nel 2019 gli over 65 sono circa 14 milioni. Ulteriori dati utili emergono dal report Aspetti di vita degli over 75, che evidenzia comenello stesso anno viva in coppia il 44,5% degli anziani dai 75 anni e il 60% abiti nello stesso comune del figlio. Gli anziani che risiedono soli sono, invece, il 29,6% e, tra quelli che hanno figli, il 56,4% è solito vederli giornalmente.

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