A Piove di Sacco il “mare” nel reparto di Geriatria

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Hanno lavorato di notte, nel primo giorno d’estate, per “restituire” il mare ai “loro” vecchietti. Si sono ingegnate con polistirolo, carta e cartone, scotch, tempere, pennelli, perline per trasformare il bancone di accoglienza del reparto di Geriatria e Neurologia, al settimo piano dell’Ospedale Immacolata Concezione di Piove di Sacco, in una spiaggia, con tanto di faro a ricordare che tutti i 44 ricoverati lì hanno un obiettivo preciso: la loro meta è recuperare in salute. E poi, attorno a quella luce che illumina il buio della malattia, onde, scogli, pesci, barche, reti, coralli. A ingegnarsi con la fantasia e con le mani, l’infermiera Serena Sarto coadiuvata dalla collega Esmeralda Malaj, con il benestare della caposala Claudia Rudellin e dei primari Nicoletta Sacchetto ed Edoardo Mampreso. Perché un anziano, quando viene ricoverato, si disorienta facilmente, perde il senso dello scorrere del tempo, smarrisce il senso dello spazio. “Abbiamo portato il mare in reparto, un panorama estivo, i pesci, le conchiglie, e soprattutto il faro, realizzato a mano da Esmeralda Malaj con barattoli di yogurt, garze imbevute nella colla, cipria e brillantini. Ne è scaturita una bella scenografia – racconta l’infermiera Serena Sarto -, in parte l’avevamo preparata a casa nel tempo libero, quindi l’abbiamo portata in Ospedale di notte, fuori orario di servizio, per fare una sorpresa ai nostri pazienti. Quando stamattina si sono svegliati, sono rimasti senza parole rivedendo il mare, anche se non vero, verosimile. Tra l’entusiasmo generale, anche dei loro familiari. Grandissima è la nostra soddisfazione nel riuscire a regalare sorrisi”. Lo stesso “team” infermieristico è specializzato nell’allestire il reparto secondo il ciclo delle stagioni: zucche di cartapesta in autunno, caminetti accesi e neve di cotone a Natale, farfalle e rami di pesco in primavera. Cuori di cartone in ogni stanza di degenza a San Valentino.“E’ meraviglioso ammirare cosa sanno fare i nostri operatori sanitari con spirito di inventiva e autentico amore per gli assistiti. La monotonia del ricovero, lo scorrere sempre uguale dei giorni – commenta il Direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta – vengono vinti da questi scenari che trasferiscono in reparto la vita che c’è fuori. Un grazie di vero cuore a queste infermiere, che indossano camici di umanità”.

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