Inaugurato l’Ospedale di Comunità di Bovolone

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E’ stato inaugurato il nuovo Ospedale di Comunità del Distretto Socio Sanitario n° 3 Pianura Veronese, collocato presso l’Ospedale Nodo di Rete Monospecialistico Riabilitativo “San Biagio” di Bovolone con sede al 1° piano dell’ala ovest, in attesa del completamento dei lavori di manutenzione straordinaria già iniziati al 4° piano dell’ala est, dove avrà la sua sede definitiva. In attesa dell’espletamento dei lavori, è stato chiesto al Centro Servizi San Biagio, usufruttuario degli spazi al primo piano, la possibilità di usufruire della suddetta area. Il Centro Servizi è anche impegnato nella gestione del servizio, comprensivo dell’assistenza socio sanitaria e dei servizi generali.
L’Ospedale di Comunità di Bovolone dispone di 23 posti letto e si pone in un punto di raccordo intermedio fra le realtà ospedaliere e le risposte assistenziali domiciliari, costituendo un’alternativa adeguata ed economicamente valida all’assistenza sanitaria centrata sulla persona.
E’ una struttura distrettuale inquadrata nell’UOC Cure Primarie, che ne assume la responsabilità di direzione sanitaria organizzativa – funzionale. Responsabile della struttura di Bovolone è il dr. Ferdinando Vaccari. Per quanto riguarda la responsabilità clinico–assistenziale, l’assistenza medica ai pazienti ricoverati è prestata da medici specialisti, convenzionati o dipendenti, afferenti all’area geriatrica o internistica. Il Dirigente Medico responsabile clinico della struttura è il Direttore U.O.S.D. Riabilitazione Bovolone che garantisce il servizio attraverso i dirigenti medici.
Il Presidio sanitario di assistenza primaria – Ospedale di Comunità è una struttura territoriale di ricovero breve rivolta a garantire le cure necessarie per quei pazienti che hanno bisogno d’interventi sanitari a bassa intensità clinica, sono stabilizzati dal punto di vista medico, ma che per complessità socio-assistenziali necessitano di assistenza e di sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa, anche notturna, tali da non poter essere trattati in un regime ambulatoriale o domiciliare.
L’intervento di assistenza si risolve in un periodo limitato di tempo; prevale l’attenzione e la ricerca della riduzione delle conseguenze funzionali della malattia rispetto alla dimensione diagnostica o procedurale terapeutica. Si curano pazienti post-acuti o cronici riacutizzati con basso margine d’imprevedibilità o instabilità clinica. Sono esclusi da questa forma assistenziale i pazienti con demenza e disturbi comportamentali non ben controllati dalla terapia.
La principale finalità dell’Ospedale di Comunità è il reintegro a domicilio dei pazienti, anche pianificando adeguatamente una dimissione e una domiciliarità protette con l’erogazione appropriata dei servizi sociali e sanitari disponibili.
L’ospedale di comunità potenzia e completa l’offerta dei servizi sanitari territoriali andando a coprire fabbisogni e tipologie assistenziali non sempre compatibili con il domicilio dell’assistito, limitando il ricorso al ricovero ospedaliero solo per le patologie in fase di acuzie, per le condizioni di emergenza e per le prestazioni sanitarie programmate. Costituisce un valido supporto anche per casi ben individuati di dimissioni protette o situazioni familiari difficili. E’ pertanto una modalità assistenziale di tipo intermedio, inserita nella rete dei servizi territoriali, che risponde alle necessità di risolvere in maniera efficiente quei problemi di salute che di solito sono risolvibili a domicilio, ma che, in pazienti in condizione di particolare fragilità sanitaria e sociale, richiedono di essere assistiti in ambiente sanitario protetto.
Obiettivi dei ricoveri sono il consolidamento dello stato clinico generale, dei risultati terapeutici ottenuti nel reparto ospedaliero per acuti, la prevenzione delle complicanze e il recupero dell’autonomia, in un’ottica di rientro a domicilio, o di ricorso a forme assistenziali territoriali. Non secondario è anche l’obiettivo di evitare ingressi a carattere definitivo in strutture residenziali per l’insorgenza di difficoltà familiari e sociali ad affrontare tempestivamente le mutate condizioni fisiche e funzionali dell’anziano dopo un’evenienza acuta.
Per pazienti ricoverati in Ospedale viene attivato il percorso cosiddetto “delle dimissioni protette”. Per pazienti provenienti dal domicilio, invece, il medico di medicina generale compila il modulo “Richiesta di ammissione in Ospedale di Comunità” e lo invia alla sede distrettuale di competenza.
La durata del ricovero non dovrà, di massima, essere superiore ai 30 giorni. A partire dal 31° giorno dovrà essere prevista per il ricovero, una compartecipazione alla spesa come previsto dalla normativa: il servizio di Ospedale di Comunità è gratuito per gli assistiti fino al 30° giorno di degenza, dal 31° giorno è richiesta una quota di compartecipazione fissata in 25 euro al giorno, che aumenta a 45 euro al giorno dal 61° giorno di degenza.
Tutte le prestazioni di riabilitazione sono erogate in regime di esenzione ticket, mentre le prestazioni specialistiche ambulatoriali sono erogate in regime di esenzione ticket solo fino al 30° giorno di degenza, fatte salve le esenzioni di legge.
Le stanze sono climatizzate e con servizio. A disposizione anche un locale soggiorno.
In regime di ricovero vengono svolte tutte le attività riguardanti la prevenzione, diagnosi, riabilitazione e cura delle patologie il cui trattamento non necessita di un elevato impegno tecnologico e/o assistenziale.

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